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Matteo Biscottini è amico del nostro Team da diversi anni, marzialista, grappler ed ora anche nostro collaboratore stretto per il settore lotta e Ginastica Natural. Per farvelo conoscere meglio abbiamo chiesto al nostro Nicolò Ghiandai di porgergli alcune domande. Ecco a voi un’intervista “nuda e cruda” proprio come la personalità di Matteo.

N. Come e quando ti sei avvicinato al mondo delle arti marziali? 

M. Ho iniziato per caso, in prima media facevano Ju-Jutsu a scuola e sono entrato in palestra! Ho praticato per poco tempo in parallelo con la scherma e poi mi sono trasferito in Germania con la mia famiglia. Dopo un anno e mezzo circa, siamo rientrati in Italia e sono subito tornato in palestra. Qui ho iniziato a capire che le cinture bianche facevano la doccia per ultime e, visto che l’acqua calda era poca, la facevano fredda. Il crescere come atleta rendeva anche la tua vita più gradevole! Direi che la caparbietà è stata dettata anche da condizioni climatiche avverse che hanno temprato gli atleti.

N. È stato subito colpo di fulmine o un amore lento? 

M. Colpo di fulmine! Ho avuto 1 anno nella mia vita in cui mi sono allontanato dalle arti marziali per una delusione amorosa (la prima fidanzatina che mi ha scaricato!!) ma poi è stato proprio grazie alle arti marziali che ho trovato nuovamente il mio equilibrio.

N. A che età è perché consiglieresti le arti marziali? 

M. In età pre scolare i bambini hanno capacità motoria ancora poco sviluppata, tuttavia è proprio qui che è importante gettare il seme. Importante è il lavoro di motricità che viene utilizzato nel Karate e nel Judo (un discorso che con Pier Facciamo da tanto, pochi sono capaci come lui in questo): in questo i Giapponesi e le federazioni hanno fatto un grande studio. Ultimamente vedo palestre che sono molto “business driven” e che propongono attività inadatte ai più piccoli pur di vendere un abbonamento…

N. Un consiglio per chi si approccia a questi sport in età già adulta? 

M. Per fare sport devi essere preparato fisicamente. Vuoi fare arti marziali ed hai 40 anni e sei fuori forma? Ok, ma il tuo allenatore deve essere in grado di prepararti anche nella parte di allenamento fisico: non si può prescindere da una buona forma fisica per fare attività che implicano la possibilità di farsi male, ma soprattutto di fare male a qualcun altro (se proietti male e cadi rovinosamente su Uke…). La dedizione e la testa ti possono portare a fare grandi cose, ma sempre con mens sana in corpore sano. 

N. Ritieni che le arti marziali aiutino a migliorare lo stile di vita? 

M. Non necessariamente… Di certo possono essere un incentivo ad un miglioramento fisico, magari possono anche iniziare a farti ragionare in modo differente (anche se non sono un grande ammiratore del vinco o imparo), ma se sei un co***one rimani un co***one che fa arti marziali.

N. Pro o contro l’agonismo? 

M. Ho gareggiato tanto da giovane, poi mi sono fermato perché mi toccava aspettare troppo alle gare!! Non sono contrario, ma l’agonismo richiede immani sacrifici da parte sia dell’atleta che dell’insegnante: ci vuole una grande determinazione. Io l’ho finita, sia da maestro che da atleta. Tuttavia se sono in giro a correre e vedo uno davanti a me aumento il passo! Forse agonisti si nasce, è una caratteristica che hai dentro. Oppure sono un vecchiaccio coriaceo che non si arrende facilmente!

M. Un segreto per essere un bravo maestro? 

N. Non sono mai stato un bravo maestro. Sono fondamentalmente un “sergente Hartman” perfezionista, pignolo e rompico***oni: però in più di 20 anni di insegnamento sono riuscito a trasmettere la passione ad 1 allievo che ha seguito in toto le mie orme, e questa è una soddisfazione che mi fa sempre sorridere. Se qualcuno ha passione e vuole trasmetterla credo sia importante avere sempre spirito critico verso tutto e tutti ma soprattutto provare in prima persona. Ah, poi per insegnare bisogna SAPERE anche se di questi tempi sembra non sia necessario…

N. Sappiamo che sei insegnante di Ginastica Natural, come ti ci sei avvicinato e quando hai conosciuto Alvaro Romano

M. Il primo incontro con Alvaro Romano è avvenuto tanti anni fa, quando con la mia fidanzata (ora mia moglie) passavamo le estati in giro per gli USA ed io prenotavo casualmente hotel sempre vicino a palestre interessanti… In una di queste ho provato per la prima volta ad allenarmi con Alvaro, rivedendo tutto quanto avevo studiato sino a quel momento ed iniziando un percorso che mi porta anche oggi a studiare e comprendere il movimento e la sua indiscussa utilità.

N. Come nasce il tuo amore incondizionato per il leg lock game? 

N. Fumavo due sigarette prima dell’allenamento e due dopo. Le fumavo con il Maestro che mi ha insegnato a lottare: Fabio Tumazzo. Gli allievi di Fabio sono noti per essere cacciatori di gambe…

Comunque lottare attaccando esclusivamente la parte superiore del corpo è come bere una birra piccola: non mi appaga del tutto!

Se sei un co***one,  rimani un co***one che fa arti marziali.

Atleta e collaboratore Hakuryu Team.
Cintura Nera 1° Dan di Karate
Cintura Blu di Brazilian Jiu Jitsu

Nicolò Ghiandai